I batteri della bocca influenzano l’intestino

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I batteri della bocca influenzano l'intestino

Un team di ricercatori della Waseda University in Giappone ha dimostrato che i batteri della saliva possono causare infiammazioni a livello intestinale.

In media, ogni giorno, gli esseri umani ingeriscono 1,5 litri di saliva ricca di batteri. Sebbene gli effetti dei batteri orali nella bocca siano stati relativamente ben studiati, l’impatto dei batteri orali sulla salute dell’intestino era pressoché sconosciuto.

In questo studio, pubblicato su Science, un team di scienziati guidato dal professor Masahira Hattori,  ha scoperto che i microbi orali sono responsabili dell’attivazione delle cellule immunitarie dell’intestino, che causano infiammazione e che, potenzialmente, potrebbero portare alla malattia infiammatoria intestinale (IBD).

Lo studio

Gli scienziati hanno dapprima somministrato campioni salivari di individui sani e affetti da IBD a topi privi di germi che non ospitavano batteri nel loro intestino. Dopo sei-otto settimane, hanno analizzato il contenuto microbico delle feci dei topi e trovato circa 20 tipi di batteri orali.

L’analisi immunologica ha rivelato che il livello delle cellule TH1 (regolatrici delle risposte immunitarie e delle malattie infiammatorie), era elevato nei topi che avevano ricevuto la saliva da individui affetti da IBD. Le cellule TH1 hanno attivato i macrofagi e l’attivazione prolungata ha provocato l’infiammazione intestinale. Per esaminare esattamente quali batteri avessero indotto le cellule TH1 nell’intestino, i ricercatori hanno isolato e coltivato i microbi dalle feci, quindi separatamente hanno inoculato ciascun microbo in topi privi di germi. Hanno scoperto che la  Klebsiella pneumoniae, che di solito è un residente innocuo nella bocca di individui sani, era un forte induttore delle cellule TH1.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che una molecola chiamata Interleuchina-10 potrebbe invece sopprimere l’infiammazione.

Le considerazioni

Questi risultati suggeriscono una profonda associazione tra i microbi orali e l’ecosistema microbico dell’intestino, aprendo la strada a nuovi tipi di terapie nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche. “Anche se è necessario fare ulteriori ricerche, i nostri risultati aiuteranno lo sviluppo di antibiotici a spettro molto ristretto, ha affermato Hattori.

Fonti:

http://science.sciencemag.org/content/358/6361/359

https://www.waseda.jp/top/en