Diverticolite: come riconoscerla e curarla

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Consigli pratici per combattere la stitichezza

L’infiammazione dei diverticoli del colon(diverticolite) è una patologia che può manifestarsi con dolore di entità variabile localizzato nella parte sinistra dell’addome. Si  riscontra più facilmente nella popolazione anziana con problemi di stipsi, ma può colpire persone di qualsiasi età. Per conoscerne meglio le cause, la diagnosi e la terapia abbiamo intervistato la dottoressa Marta Mazza, dirigente medico in gastroenterologia presso l’ospedale Santa Chiara di Trento.

Che cos’è la diverticolite e quali sono le caratteristiche più comuni?

Con il termine diverticolite si indica una complicanza della malattia diverticolare. I diverticoli sono delle estroflessioni della parete del colon che si formano come conseguenza di un’alterazione delle forze presenti all’interno dell’intestino e della parete del colon. Un aumento della pressione all’interno dell’intestino (tipico dei pazienti con stipsi), provoca una aumentata “tensione” della parete del colon che in punti di minore resistenza tende ad estroflettersi verso l’esterno formando appunto le sacche diverticolari.

I diverticoli si formano con più facilità nel colon sinistro, e più in particolare nel sigma, per le caratteristiche anatomiche peculiari di questa parte dell’intestino.

I diverticoli sono dunque delle alterazioni dell’anatomia del colon e possono essere di piccole o grandi dimensioni. Sono più frequenti nei pazienti anziani perché normalmente sono quelli che tendono ad avere maggiori problemi di stitichezza a cui si aggiunge una ridotta tonicità della parete del colon che quindi risulta più facilmente soggetta ad alterazioni di parete.

Quali sono i sintomi della diverticolite, dove si localizza il dolore e come si diagnostica?

Nel 70-80% dei casi i diverticoli sono asintomatici e non causano alcun problema al paziente, diventano sintomatici nel momento in cui a seguito di una prolungata stitichezza e della disbiosi (squilibrio nel microbiota intestinale) che ne consegue, si produce all’interno del diverticolo un processo infiammatorio (la vera e propria ‘diverticolite’).

Dobbiamo quindi distinguere la malattia diverticolare dalla diverticolite acuta. Nel primo caso si tratta della presenza, spesso asintomatica, di diverticoli nel colon che, il più delle volte, viene  scoperta accidentalmente facendo una colonscopia diagnostica per altri motivi. Al contrario, la diverticolite acuta è caratterizzata da una sintomatologia che prevede dolore addominale acuto in fossa iliaca sinistra che si può associare a febbre e/o ad alterazioni dell’alvo. Con gli esami del sangue si può riscontrare un aumento anormale di globuli bianchi (leucocitosi) ed elevati valori di pcr (proteina c reattiva) che indicano che è in atto un processo infiammatorio

La diverticolite in fase acuta può avere diversi livelli di severità: da episodi lievi risolvibili a domicilio con modifiche dietetiche e trattamento antibiotico ad episodi di entità maggiore che necessitano ospedalizzazione. La diverticolite acuta può inoltre provocare complicanze quali: la stenosi (restringimento) e la perforazione del colon che può condurre a una peritonite e/o a formazione di ascessi/fistole. Tali complicanze sono di pertinenza chirurgica. Altra complicanza della diverticolite è l’emorragia che spesso si manifesta con emissione di feci sanguinolente (rettorragia). Questi episodi sono generalmente di lieve entità, non comportano alterazioni emodinamiche significative per il paziente e di norma si autolimitano nel giro di 24-48 ore, tanto che risulta complicato individuare la fonte del sanguinamento tramite l’esecuzione di una colonscopia.

A differenza di altre patologie, non esistono manovre specifiche per diagnosticare la diverticolite. Tuttavia, se la diverticolite produce una peritonite, il segno di Blumberg in fossa iliaca sinistra è positivo.

Normalmente l’esame diagnostico più accurato è la colonscopia. In presenza di colon particolarmente complessi anatomicamente che rendono difficile e rischiosa l’esecuzione della colonscopia si può ricorrere anche alla colon-TAC. In fase acuta si preferisce l’esecuzione della TAC addome con mezzo di contrasto, che è in grado anche di diagnosticare le complicanze.

Quali sono le cause della diverticolite?

Lo sviluppo della malattia diverticolare e della diverticolite è multifattoriale. A fattori predisponenti di tipo anatomico (colon lungo e tortuoso, riduzione dell’elasticità di parete del colon, alterata motilità) si uniscono fattori ambientali e fattori strettamente legati al paziente (età avanzata, stipsi, dieta povera di fibre, inattività fisica, obesità). Questi creano l’ambiente ideale per l’instaurarsi della reazione infiammatoria a livello diverticolare che risulta essere più probabile in presenza di numerosi diverticoli di grosse dimensioni.

Quali terapie si impiegano per la diverticolite?

La terapia della diverticolite dipende dalla sua severità. Nelle forme di tipo lieve basta modificare il regime dietetico per qualche giorno prediligendo cibi leggeri e semiliquidi ed assumere un antibiotico per via orale. Si può associare anche un antinfiammatorio intestinale (ad es mesalazina) per ridurre l’infiammazione a livello della mucosa del colon. Nelle forme più severe che richiedono l’ospedalizzazione è necessario il digiuno, una terapia reidratante per via endovenosa associata ad antibioticoterapia per via endovenosa. Se si sviluppano complicanze quali stenosi o perforazione la gestione diventa di pertinenza chirurgica con resezione del tratto di colon interessato dalla patologia. L’intervento chirurgico può essere anche consigliato in pazienti con più episodi di diverticolite in un anno. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la diverticolite è una patologia che risponde bene alla terapia medica e solo raramente si procede con la terapia chirurgica.

Quali consigli si possono dare a pazienti colpiti da malattia diverticolare?

Quando un paziente sa di avere i diverticoli, la prima cosa da fare per evitare l’instaurarsi del processo infiammatorio è assicurare un adeguato svuotamento intestinale garantendo una regolarità dell’alvo. E’ consigliabile quindi seguire una dieta equilibrata ricca di fibre e acqua. È utile inoltre fare attività fisica che ha un effetto benefico e regolatorio sulla motilità intestinale. Nei pazienti con stitichezza marcata può essere utile l’utilizzo saltuario di lassativi osmotici a bassa concentrazione per favorire lo svuotamento intestinale.

Guglielmo Militello
Guglielmo Militello
Dottore in filosofia e biologia
Ricercatore pre-dottorale e professore assistente in filosofia della biologia presso l’Università del Paese Basco (Spagna).