Idrocolonterapia: trattamento indolore per il benessere dell’intestino

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Batteri: pacemaker per l'intestino. Ecco spiegato perché.

Di cosa si tratta

L’idrocolonterapia è un procedimento di pulizia del colon, tratto terminale dell’intestino, indolore e sicuro quando praticato da mani qualificate ed esperte.

Fa parte di un percorso terapeutico che prevede una visita medica iniziale, l’idrocolonterapia stessa e la contemporanea terapia farmacologia di ricolonizzazione della flora batterica intestinale.

Un po’ di storia

L’attuale idrocolonterapia è l’evoluzione moderna di una terapia molto antica, questo trattamento veniva già praticato oltre 3500 anni fa dai medici dell’Antico Egitto, come è documentato dal papiro di Ebers, oggi conservato in Germania.

Il lavaggio dell’intestino è stato reputato una pratica terapeutica utile nel corso dei secoli ed in ogni parte del mondo, viene descritta sia da Ippocrate che da Galeno. Nel periodo rinascimentale ha raggiunto livelli perfino eccessivi con l’introduzione mediante clisteri di misture a dir poco fantasiose, praticate dagli speziali o apotecari e descritte con spirito arguto da Molière nel suo celebre “Malato immaginario”.

Nei secoli seguenti poi, nel mondo occidentale, questa pratica è andata man mano scomparendo, rimanendo confinata nella pratica casalinga delle purghe e delle “perette”, fino a tornare alla ribalta nei primi anni sessanta, quando venne riscoperta da alcuni scienziati americani per la necessità di rendere quanto più possibile libero e “tranquillo” l’intestino dei primi astronauti.

Il protagonista

Il vero protagonista di questo iter terapeutico è il colon, a torto comunemente considerato solo il contenitore dei nostri rifiuti in attesa di essere espulsi. Al contrario il colon è un organo impegnato in molte importanti funzioni tra le quali: 

  • il riassorbimento di acqua ed elettroliti, 
  • la produzione e l’assorbimento delle vitamine B12,B1,B2 e K necessarie per il corretto funzionamento cellulare, che vedono impegnata la flora batterica intestinale, 
  • l’importantissima funzione immunitaria difensiva
  • la produzione di muco per facilitare il transito dei materiali di rifiuto.

Inoltre, non a caso, l’intestino viene chiamato “secondo cervello”. In effetti nell’intestino viene prodotto il  95% della serotonina detta ormone del buonumore, fondamentale nella regolazione del ritmo sonno-veglia e nel controllo dei sensi di appetito e sazietà. Collabora inoltre nella regolazione della pressione sanguigna e della temperatura corporea ed ha una valenza importante nei comportamenti sociali e nella sfera sessuale.

Non è da sottovalutare inoltre la componente psicosomatica di quest’organo.

A chiunque è successo di averne a che fare, con le due diverse ed opposte risposte: la stitichezza o la diarrea da emozioni, tensione, preoccupazione.

Studi compiuti dal gruppo di Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine di St Louis, pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, dimostrano che a seconda del tipo di flora batterica residente nel nostro intestino siamo più o meno inclini all’obesità.

E’ anche ormai riconosciuta l’importanza dell’integrità del colon per evitare l’insorgere di intolleranze alimentari.

Queste considerazioni che vedono nella qualità della flora batterica intestinale un presidio importantissimo per la nostra salute, ci portano un’altra volta a sottolineare l’importanza dell’igiene del colon e del mantenimento della miglior composizione del microbiota.

Purtroppo il colon è anche uno dei bersagli principali, se non proprio il principale, delle diverse sostanze nocive che siamo costretti ad assumere con l’alimentazione del giorno d’oggi. Gli alimenti sempre più poveri di nutrienti ma sempre più infarciti di prodotti chimici al fine di conservarli, renderli più “appetibili”, portano al colon una quantità di scorie di difficile, se non praticamente impossibile eliminazione per via naturale.

Tutto questo carico di scorie va a depositarsi nelle anse e sulle pareti del colon, rendendone difficile la funzione ed alterando il delicato equilibrio del microbiota intestinale.

Gli inquilini

Come abbiamo visto il colon è un laboratorio chimico eccezionale e gli ”operai” che qui lavorano sono gli ormai famosissimi protagonisti di spot pubblicitari, i cosiddetti fermenti lattici, espressione positiva del microbiota intestinale. 

Sono diverse famiglie di batteri che hanno raggiunto un rapporto di collaborazione con l’uomo: possono vivere e proliferare nel nostro corpo in cambio di una partecipazione alle funzioni descritte in precedenza.

Questo è il concetto di simbiosi, ed il normale equilibrio di questo rapporto si chiama eubiosi. Al giorno d’oggi però la condizione più frequente è quella di disbiosi, vale a dire un alterato rapporto tra la flora batterica positiva, per noi utile, e quella negativa e per noi fonte di disturbi e malattie di diversa natura. L’esempio più semplice è quello della candida albicans, che ha nel colon il suo serbatoio e che quando riesce a prendere il sopravvento ed a proliferare migra invadendo ed infettando diversi organi, primo fra tutti l’apparato genitale femminile con le ben note conseguenze.

La tecnica

Dopo una visita medica iniziale volta ad accertare la necessità della terapia e soprattutto ad escludere eventuali controindicazioni, si può passare alla vera e propria terapia idrica del colon, che oggi si avvale di apparecchiature sicure ed efficaci.

Il paziente, dopo aver indossato degli indumenti monouso, si stende normalmente a pancia in su sul lettino, viene introdotta una cannula che viene fermata con una cintura, e che viene collegata alla macchina mediante un tubicino di mandata dell’acqua ed un tubo di maggiori dimensioni per lo scarico, sempre attraverso la macchina, del materiale del lavaggio.

L’acqua che viene introdotta viene purificata mediante appositi filtri ed ovviamente tutto ciò che viene impiegato è monouso e viene eliminato al termine di ogni terapia.

Ogni ciclo di lavaggio dura circa quaranta minuti, durante il quale si alternano fasi di lavaggio con acqua calda a fasi più brevi di immissione di acqua fredda.

La terapia non provoca dolore, si possono a volte provare delle sensazioni modeste di tipo “crampo”, quando si spostano delle masse d’aria.

E’ possibile effettuare il trattamento in qualunque ora della giornata e non è richiesto il digiuno.

Al termine del trattamento il paziente è perfettamente in grado di continuare senza alcun problema le normali occupazioni della sua vita quotidiana.

Sarà cura del medico prescrivere i presidi più idonei per il ripristino del microbiota intestinale e se necessario quanto utile per il ripristino della mucosa dell’intestino, a partire da una corretta alimentazione e stile di vita, alla somministrazione di farmaci ed integratori idonei.

A chi serve

Alla luce di quanto detto serve praticamente a tutti come trattamento disintossicante ed igienico, ma soprattutto a chi soffre:

  •  di allergie ed intolleranze alimentari, 
  • di infezioni ricorrenti da candida, 
  • di stitichezza inveterata, 
  • del cosiddetto colon irritabile o psicosomatico, 
  • di colon atonico o con i normali riflessi evacuativi ridotti, 
  • di diverticolosi, 
  • di meteorismo, 
  • di problematiche dermatologiche, 
  • di parassitosi intestinale.

E’ anche utile come presidio di supporto in corso di terapie farmacologiche prolungate e di chemioterapia.

Le controindicazioni

Come per ogni trattamento medico, anche per l’idrocolonterapia esistono alcune controindicazioni come:

  • interventi chirurgici recenti, 
  • presenza di masse o formazioni sanguinanti, 
  • la rettocolite ulcerosa, 
  • importanti patologie a carico del fegato o del cuore, 
  • la presenza di malformazioni a carico dell’ano o del retto.

E’ comunque compito del medico nel corso della visita accertare l’assenza di controindicazioni alla terapia e redigere insieme al paziente il modulo di consenso informato alla terapia.

Alessandro Maria Vinci
Alessandro Maria Vinci
Medico chirurgo
perfezionato in regolazione biologica e medicine complementari
direttore sanitario del Centro Medico Polaris di Luino (VA)