Il latte “scaduto” è sicuro da bere? Ecco come sapere quando buttare via il cibo

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Il latte

Quante volte vi sarà capitato di buttare via del cibo perchè, controllando la dicitura “consumare entro” o “data di scadenza” vi siete accorti che avete superato la data indicata?

Solo perché il cibo nel tuo frigorifero o dispensa ha superato la data di scadenza, non significa necessariamente che non sia sicuro da mangiare.

Il cibo scaduto può far ammalare le persone?

I casi di persone che si sono ammalate per aver mangiato cibo scaduto non sono comuni: i dati sull’intossicazione alimentare da cibo scaduto sono scarsi, ma Devin Bowes, un epidemiologo nutrizionale presso la Arizona State University, ha spiegato che la maggior parte delle malattie di origine alimentare derivano in genere da preparazioni alimentari non sicure o dalla conservazione impropria.

Vediamo i cibi principali che causano dubbi

Latte

La ricerca ha scoperto che le date di scadenza sui cartoni del latte influenzano significativamente le percezioni della sicurezza, il che si traduce in un sacco di latte buttato. Ma fino a quando il latte è stato adeguatamente refrigerato, dovrebbe essere ancora bevibile fino a una settimana dopo l’etichetta della data – e forse fino a due settimane, a seconda della temperatura del frigorifero.

Generalmente, fintanto che il latte ha un odore e un bell’aspetto, è probabilmente ancora sicuro consumarlo. Ma anche il consumo accidentale di latte che è diventato un po ‘aspro probabilmente non causerà una malattia grave, poiché il processo di pastorizzazione uccide la maggior parte dei patogeni che causano malattie.

Uova

Le uova hanno una durata sorprendentemente lunga se conservate in frigorifero – fino a cinque settimane dopo la data di deposizione. Per sapere se è ancora fresco basta immergerlo in un bicchiere d’acqua con una manciata di sale: se galleggia non va consumato.

Formaggio

Occorre prima distinguere tra quelli a pasta dura e quelli freschi. Nel primo caso è possibile che si crei uno strato superficiale di muffa. Una volta tolto, il prodotto è edibile. Nel secondo caso consigliamo di non consumare il prodotto fresco, potrebbe essere rischioso.

Le conserve

Possono durare più a lungo di quanto indicato. Ad esempio, la scadenza delle conserve di pomodoro può arrivare fino a 20 mesi ma se la confezione è rimasta integra, si può consumare anche un paio di mesi dopo la data di scadenza. Ma una volta aperta, è preferibile di gran lunga consumarla in poco tempo. Per le conserve fatte in casa rimane sempre vivo il problema botulino. Fate molta attenzione.

Pasta e riso

Il termine di conservazione, alla pari di biscotti secchi o crackers, può estendersi fino ai 2 anni e mezzo. Se conservati bene, anche in questo caso è possibile mangiarli anche dopo due mesi oltre la scadenza. Ma attenzione alla conservazione: se non tenuti come indicato dal produttore, in questi prodotti possiamo trovare vermicelli o farfalline.

I succhi di frutta

Hanno un intervallo di conservazione variabile da 6 a 12 mesi ma, come per l’olio e il caffè, dopo qualche mese perdono le loro proprietà organolettiche.

Olio 

Gli oli di ottima qualità possono essere consumati fino a 8 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione; al più si può registrare una minima perdita delle proprietà organolettiche.

Pesce e piatti surgelati 

Se la conservazione di queste tipologie di alimenti è avvenuta correttamente, il loro consumo può essere effettuato fino a due mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Al più si potrà constatare un leggero decadimento delle proprietà organolettiche. Nel caso di gamberetti surgelati crudi destinati a ricette che non ne prevedono la cottura, è buona norma rispettare il termine minimo di conservazione; non farlo espone soprattutto al rischio di contrarre la listeriosi. Se invece la ricetta ne prevede la cottura, si può andare tranquillamente oltre il tempo minimo di conservazione.

Salumi affettati 

I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è decisamente sconsigliato perché si rischiano tossinfezioni.

È comunque buona norma, quando ci si trova a decidere se consumare o no un cibo scaduto, verificare che la sua conservazione sia stata ottimale.

Nel caso di confezioni aperte si deve verificare che sull’alimento non siano presenti muffe e che abbia un bel colore e un buon odore.

Nel caso di confezioni sigillate si faccia attenzione a cattivi odori o rigonfiamenti della confezione.


Fonti:

https://www.nrdc.org/media/2013/130918

https://news.osu.edu/much-fridge-food-goes-there-to-die/