La differenza tra prebiotici e probiotici

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La differenza tra prebiotici e probiotici

Prebiotici e probiotici aiutano il nostro corpo nella costruzione e nel mantenimento dei batteri buoni e di altri microrganismi, che contribuiscono alla salute intestinale e non solo. Vediamoli più da vicino.

Probiotici

Affinché un batterio possa essere definito probiotico deve:

  • essere normalmente presente nel nostro intestino;
  • resistere all’azione digestiva di succo gastrico, enzimi intestinali e sali biliari;
  • non deve dare reazioni immunitarie o altrimenti nocive;
  • essere in grado di aderire alle cellule intestinali e colonizzarle;
  • avere un effetto benefico per la salute umana, grazie all’antagonismo nei confronti di microrganismi patogeni e alla produzione di sostanze antimicrobiche.

Benefici ed effetti collaterali dei probiotici

La ricerca sugli effetti dei probiotici suggerisce che potrebbero essere utili nelle seguenti aree:

Digestione

Numerosi studi hanno trovato che, in alcune persone, i probiotici possono migliorare la salute dell’apparato digerente.

Una revisione Cochrane del 2017 ha rilevato infatti che l’assunzione di tali microrganismi vivi durante l’uso di antibiotici ha ridotto il rischio di diarrea da antibiotici del 60%.

Un’analisi del 2014 di 24 studi ha rilevato inoltre che i probiotici potrebbero aiutare a prevenire l’enterocolite necrotizzante patologica potenzialmente letale nei neonati pretermine.

Salute mentale

I ricercatori della Griffith University nel Queensland, Australia, hanno riassunto i risultati di cinque studi effettuati su 300 volontari per valutare gli effetti dei probiotici sui sintomi della depressione, dell’ansia e dello stress.

L’interesse per l’asse intestino-cervello e le sempre maggiori evidenze della capacità del microbiota intestinale di influenzare le funzioni del sistema nervoso centrale infatti, hanno portato ad ipotizzare che l’integrazione probiotica potesse avere un effetto positivo sull’umore e sui sintomi psicologici, come la depressione e l’ansia.

Sebbene ci siano stati alcuni risultati discordanti, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che l’integrazione di probiotici ha determinato un miglioramento statisticamente significativo dei sintomi psicologici, a dispetto dei placebo.

Nonostante queste analisi abbiano messo in luce le potenzialità di un trattamento con i probiotici, è necessario che vengano effettuate ulteriori ricerche per poterne affermare l’efficacia scientifica.

Salute gastrointestinale

I risultati degli studi generalmente suggeriscono che le persone con disturbi allo stomaco e all’intestino hanno avuto un miglioramento con l’assunzione di probiotici.

Tra questi, una recente revisione ha rilevato che tali microrganismi migliorano i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Tuttavia gli autori spiegano che non è chiaro quanto sia significativo il beneficio e quale ceppo di probiotico sia più efficace.

Salute generale

Gli autori di una revisione 2017 di 17 studi di Cochrane hanno inoltre scoperto che i probiotici possono diminuire:

  • La necessità di antibiotici
  • influenza
  • l’incidenza di polmonite
  • Diabete gestazionale
  • infezioni vaginali, come infezioni da lieviti
  • eczema.

Tuttavia non sono state trovate prove evidenti che i probiotici possano prevenire tali malattie e gli autori concludono che sono necessari più studi.

In quali alimenti si trovano?

Ecco alcuni alimenti fermentati in grado di potenziare l’apparato digerente:

  • Verdure fermentate (carote, fagiolini, barbabietole, sottaceti fermentati fermentati, olive greche in salamoia),
  • Soia fermentata,
  • Prodotti lattiero-caseari (latticello, yogurt, kefir, formaggio),
  • Prodotti non caseari (yogurt e kefir fatti con soia biologica, cocco),
  • Cereali e fagioli fermentati (lenticchie fermentate, ceci),
  • Bevande fermentate (come kefir e kombuchas),
  • Condimenti fermentati (aceto di sidro di mele crudo).

Effetti collaterali

Secondo la stessa recensione di cui sopra, le persone con malattia di Crohn e con un sistema immunitario indebolito hanno un rischio più elevato di eventi avversi dopo l’assunzione di uno specifico probiotico.

Si consiglia tuttavia di parlare con un medico o con farmacista prima di aumentare significativamente l’assunzione di probiotici.

Prebiotici

I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon e devono avere determinate caratteristiche:

  • devono superare, pressoché indenni, i processi digestivi che avvengono nel primo tratto del tubo digerente (bocca, stomaco e intestino tenue);
  • devono rappresentare un substrato nutritivo fermentabile per la microflora intestinale, in modo da stimolare selettivamente la crescita e/o il metabolismo di una o di alcune specie batteriche;
  • devono modificare positivamente la flora microbica a favore di quella simbionte (bifidobatteri, lattobacilli);
  • devono indurre effetti sistemici positivi per la salute umana.

Benefici ed effetti collaterali dei prebiotici

C’è meno ricerca sui prebiotici che sui probiotici, di conseguenza, la misura in cui i prebiotici migliorino la salute non è ancora totalmente chiara.

Tuttavia alcune ricerche suggeriscono che aiutino a:

  • migliorare l’assorbimento del calcio
  • cambiare la velocità con cui il corpo può elaborare i carboidrati
  • sostenere la crescita probiotica dei batteri intestinali, potenziando potenzialmente la digestione e il metabolismo.

Tra gli alimenti più naturalmente ricchi di prebiotici si possono citare: mandorle, asparagi, banane, cereali (grano integrale, orzo, segale), aglio, topinambur, kiwi, porri, legumi, funghi, avena, cipolle e verdure a foglia verde.

Conclusioni

Attualmente non ci sono prove che l’assunzione di prebiotici sia dannosa. Tuttavia le persone che hanno malattie croniche o malattie gravi dovrebbero evitare supplementi prebiotici  (o probiotici) a meno che un medico non consigli il contrario.

Fonti:
https://www.eatright.org/food/vitamins-and-supplements/nutrient-rich-foods/prebiotics-and-probiotics-creating-a-healthier-you
https://www.cochrane.org/CD006095/IBD_use-probiotics-prevent-clostridium-difficile-diarrhea-associated-antibiotic-use
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5319175/
https://gut.bmj.com/content/59/3/325.short
https://nccih.nih.gov/health/probiotics/introduction.htm
http://annals.org/aim/article-abstract/2687953/harms-reporting-randomized-controlled-trials-interventions-aimed-modifying-microbiota-systematic
https://isappscience.org/prebiotics/
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