Malattia di Crohn: cambiamenti radicali nei batteri dell’intestino

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Malattia di Crohn: cambiamenti radicali nei batteri dell’intestino

Nei pazienti con Morbo di Crohn (IBD), i batteri benefici diminuiscono nell’intestino, a differenza del numero di batteri potenzialmente dannosi che aumenta.

Questo è ciò che è emerso dallo studio clinico più grande del suo genere, che ha coinvolto 668 bambini ed è pubblicato sulla rivista Cell Host & Microbe.

La ricerca dimostra inoltre che gli antibiotici (non raccomandati per il Crohn ma spesso somministrati quando i pazienti presentano sintomi) possono in realtà peggiorare la malattia.

La ricerca

Il gruppo di ricercatori, guidato da Ramnik Xavier, un gastroenterologo della Harvard Medical School di Boston, ha raccolto campioni fecali e ha fatto biopsie della parte inferiore del colon e del retto di 447 bambini a cui era appena stata diagnosticata la malattia di  Crohn e da un gruppo di controllo di 221 bambini che avevano sintomi addominali non infiammatori come gonfiori e diarrea.

A differenza degli studi precedenti, la maggioranza dei pazienti non aveva ancora ricevuto antibiotici o farmaci antinfiammatori.

I risultati

Sulla base del loro materiale genetico, i ricercatori hanno evidenziato come alcune specie microbiche potenzialmente dannose (come quelli appartenenti alle Enterobacteriaceae, e Pasteurellaceae) fossero più abbondanti nei pazienti affetti da Crohn mentre la presenza  di Erysipelotrichales, Bacteroidales e Clostridiales, generalmente considerati vantaggiosi, erano più bassi.La scomparsa e la presenza di queste diverse specie possono essere determinanti”, ha detto Dirk Gevers del Broad Institute di Cambridge, Massachusetts, che ha eseguito gran parte del lavoro.

La malattia di Crohn

La malattia di Crohn è una delle due principali malattie infiammatorie intestinali insieme alla colite ulcerosa. Nel mondo occidentale entrambe sono in continuo aumento e, ad oggi,  circa 1,4 milioni di persone soffrono di IBD solo negli Stati Uniti. I sintomi includono diarrea, dolori addominali e crampi e ulcere intestinali.

Diversi studi hanno dimostrato che la malattia di Crohn è caratterizzata da disbiosi microbica, cioè uno spostamento delle popolazioni microbiche che abitano nell’intestino, di cui è difficile scoprire sia la causa che l’effetto. Un cambiamento nel microbiota intestinale infatti può causare infiammazione ma può anche verificarsi il contrario. Prima di essere diagnosticata con IBD, i pazienti spesso ricevono antibiotici per impedire l’infezione presunta dell’intestino causando  un potente impatto sulle popolazioni microbiche che vivono nel nostro intestino.

Le considerazioni

Nello studio la disbiosi era  più pronunciata nei pazienti che avevano ricevuto antibiotici. “Questo studio conferma che questi farmaci non fanno alcun bene a persone con malattia di Crohn“, dice il gastroenterologo Séverine Vermeire dell’Università Cattolica di Leuven in Belgio, “sapevamo che l’uso di antibiotici aumenta il rischio di sviluppare la malattia, ora sappiamo che possono farla anche peggiorare“.

Vermeire afferma che “Se potessimo identificare la disbiosi in una fase precoce potremmo impedire la comparsa di malattie provocando cambiamenti nello stile di vita“.

In futuro

Gli studi genetici hanno trovato diversi geni che sembrano predisporre per il morbo di Chron, la maggior parte dei quali coinvolti nella risposta immunitaria del corpo. Ma i geni da soli non possono spiegare il forte aumento dell’incidenza di IBD e gli scienziati stanno esaminando l’ambiente, la dieta e l’uso di antibiotici. Sono dunque necessari ulteriori studi.

 

Fonte:

http://www.sciencemag.org/news/2014/03/crohns-disease-marked-dramatic-changes-gut-bacteria