Zinco: amico del nostro intestino e componente di molti enzimi

Zinco: amico del nostro intestino e componente di molti enzimi

Una dieta povera di zinco può rendere l’intestino più sensibile e renderlo più vulnerabile alle infiammazioni.

Ecco ciò che è emerso da uno studio pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry effettuato dall’INRAN, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione.

Lo zinco è un micronutriente essenziale, contenuto nel corpo umano da 1,5 a 2,5 g . Si trova in tutti gli organi e nei tessuti (principalmente intracellulari) e nei fluidi corporei.

Questo studio suggerisce che, qualora si presentino disturbi gastrointestinali cronici, i livelli di zinco dovrebbero essere determinati. Inoltre fornisce nuovi possibili spunti terapeutici per trattare i sintomi dei pazienti affetti dal morbo di Crohn” questo è quanto affermato da Chiara Murgia, la ricercatrice INRAN che ha coordinato lo studio.

Lo studio infatti ha evidenziato come anche una piccola carenza di questo metallo possa influire sulla sensibilità dell’intestino alle infiammazioni.

La ricerca si è basata su test condotti su un modello di cellule intestinali isolate atte a riprodurre in laboratorio le caratteristiche fisiologiche dell’intestino umano.

In quali alimenti si trova?

Soprattutto in quelli di origine animale che hanno accumulato Zinco rendendolo biologicamente più assorbibile. Molte fonti sono rappresentate da carni rosse e da frutti di mare (soprattutto ostriche e molluschi).  Altre buone fonti di zinco animali includono il pollame, il maiale e i prodotti lattiero-caseari. Anche i grani interi e le verdure (foglie e radici) rappresentano buone fonti vegetali. Frutta e cereali raffinati sono invece scarse fonti.

Le fonti vegetali non solo hanno un contenuto inferiore di questo metallo, ma anche lo zinco delle piante è assorbito in misura minore rispetto a quello della carne.

Le funzioni 

Lo zinco ha molte funzioni apparentemente divergenti, probabilmente perché è un componente di numerosi metalloenzimi.

Influenza il metabolismo dei carboidrati. La carenza di questo metallo diminuisce la risposta dell’insulina, con conseguente compromissione della tolleranza al glucosio ed aumento della propensione al diabete.

Influenza il metabolismo basale ed è anche importante per il gusto: è un componente della una proteina coinvolta nell’accuratezza del gusto.

Le funzioni fisiologiche includono inoltre la crescita del tessuto o della cellula, la replicazione cellulare, la formazione dell’osso, l’integrità della pelle, l’immunità mediata dalle cellule.

Poiché questo metallo è coinvolto in moltissimi processi biochimici, un suo insufficiente apporto può contribuire ad alcune patologie, tra cui le malattie cronico-infiammatorie dell’apparato gastrointestinale come il morbo di Crohn.

I consigli

Una corretta dieta alimentare che assicuri adeguati apporti di zinco si dimostra essere fondamentale nel mantenimento della salute.

Cosa fare in caso di carenza di zinco?

Le carenze nutrizionali di zinco non sono facili da gestire e vanno verificate con esami del sangue e sotto controllo medico.

Gli integratori possono essere dei validi alleati per la nostra salute, dovrebbero essere consumati lontano dai pasti, senza contemporaneamente ingerire altri integratori minerali.

Se la carenza produce danni intestinali è consigliabile abbinare fermenti lattici.

Prima di inserirli nella propria dieta è però utile chiedere consiglio al proprio medico di fiducia o dal farmacista.

 

Fonti:

http://www.ejcancer.com/article/S0955-2863(12)00186-6/abstract

http://saluteuropa.org/nutrizione-integrativa-2/lo-zinco/