Cistite e menopausa

0
87527
Cistite e menopausa

La menopausa, una volta vista e vissuta come un inevitabile cammino verso la senescenza oggi assume una connotazione diversa.

L’aspettativa di vita si è molto allungata e gli anni della menopausa possono diventare i più lunghi e gratificanti per la donna.

Anche la ginecologia, al passo con i tempi, sta assumendo la connotazione più generale di “Medicina della Donna” non limitandosi più solo alla sfera procreativa o terapeutica.

La carenza di estrogeni

E’ altrettanto vero però che il corpo della donna entrando in menopausa cambia e gli organi urogenitali diventano più delicati.

La mancanza di estrogeni fa si che i tessuti diventino più fragili perchè si assottigliano e si atrofizzano. Inoltre la carenza di ormoni rende l’ambiente vaginale e vescicale meno protetto e quindi più soggetto a infiammazioni e infezioni.

In questa situazione una delle patologie più frequenti è la cistite che spesso diventa ricorrente e crea alla donna un danno fisico e psicologico.

Nella donna in menopausa a causa del cambiamento anatomico è frequente anche la cistite post coitale.

La cistite

La cistite è un’infezione della vescica, di origine batterica, che si manifesta quando i patogeni riescono a migrare dall’intestino alla vescica colonizzandola. I batteri che normalmente la scatenano sono gram negativi e tra questi soprattutto l’Escherichia Coli.

Una normale presenza di Escherichia Coli in vescica è fisiologica ed innocua. Quando però la flora intestinale, per diversi motivi, si altera la quantità di patogeni aumenta scatenando la cistite.

Che cosa si può fare per prevenire e curare adeguatamente la cistite?

Il primo passo della prevenzione è una corretta alimentazione e non fumare.

In menopausa per prevenire l’atrofia dei tessuti è utile una terapia ormonale sistemica o topica.

Per le donne che non possono o non vogliono fare la terapia ormonale è molto utile l’utilizzo di un prodotto naturale come un probiotico (lactobacillus Paracasei LC11) associato a cranberry e D-mannosio sia come terapia che come prevenzione.

Infatti questo ceppo probiotico svolge un’azione antibatterica e batteriostatica nei confronti di Escherichia Coli.

Cranberry e D-mannosio invece bloccano le fimbrie, “le ancore”, del batterio impedendogli di aderire alla mucosa vescicale. In questo modo l’Escherichia Coli può essere facilmente espulso con le urine.

L’associazione di LC11, cranberry e D-mannosio va assunta per 10 giorni consecutivi per almeno tre mesi, come è emerso da un mio recente studio clinico.

La terapia principale per la cistite acuta rimane l’antibiotico. Spesso è risolutiva ma si è evidenziata una crescente resistenza batterica data dall’abuso di questo tipo di farmaci che può portare allo scatenarsi di recidive (antibiotico resistenza).

Inoltre l’antibiotico-terapia altera la flora batterica intestinale importantissima nella prevenzione di questa patologia.

Ecco che allora diventa utile ripristinare una normale flora batterica assumendo probiotici.

Dott. Franco Vicariotto
Dott. Franco Vicariotto
Specialista ostetrico ginecologo
Humanitas s. Pio X Milano
Consigliere società italiana menopausa (SIM)
Fondatore società italiana integratori e fitotetrapici in ginecologia e ostetricia (SIFIOG)