Cistite ricorrente? Bisogna curare l’intestino

Cistite ricorrente? Bisogna curare l’intestino

La cistite… che fastidio! Ogni tanto ritorna e rende complicate non solo le relazioni intime ma anche quelle sociali.

Esiste una cura definitiva?

Ebbene sì, con la prevenzione.

Non si può parlare di eradicamento di un problema perchè ogni evento ed ogni ricaduta è frutto di una nuova infezione ma, il più delle volte, non è una debolezza della vescica ma un problema di nutrizione e di flora intestinale.

Quando si usano antibiotici per uccidere i batteri patogeni si uccidono anche quelli “buoni” della flora intestinale.

Quando si abusa di cibi conservati, di insaccati o si adotta un’alimentazione non regolare, la flora intestinale può andare in crisi.

I batteri buoni, che controllano i patogeni, vengono sopraffatti e nell’intestino si sviluppano batteri “cattivi” come l’escherichia coli o gli stafilococchi che sono l’origine principale della cistite.

Infatti, per la contiguità tra l’ano e la vagina, i patogeni intestinali possono migrare ed infettare la mucosa dell’uretra e della vescica.

C’è la crisi acuta di cistite che abitualmente si cura con antibiotici.

Passa l’evento acuto ma l’antibiotico ha disturbato la flora intestinale protettiva che, a volte, ha bisogno anche di un mese per recuperare la sua funzionalità.

Ecco allora che i patogeni intestinali possono nuovamente proliferare e ri-migrare verso la vescica creando una nuova recidiva.

Ancora antibiotico ed il fenomeno si ripete.

Come interrompere questo circolo vizioso?

Si agisce con prodotti naturali lavorando sul concetto che i batteri, sia nell’intestino che nella vescica, se non si ancorano alla mucosa, vengono espulsi con le urine e le feci.

Per ancorarsi usano delle fimbrie, o pili, che sono come dei tentacoli posti sulla loro superficie che aderiscono a proteine e zuccheri presenti sulle cellule della mucosa.

Saturando questi tentacoli prima che si leghino alla mucosa, si impedisce l’ancoraggio ed i batteri vengono espulsi.

L’estratto di cranberry o mirtillo rosso ha dimostrato efficacia legandosi ad un tipo di fimbria dell’Escherichia coli che causa la maggior parte delle cistiti.

Ma il coli ha un altro tipo di fimbria che resta libero permettendo parzialmente di ancorarsi e creare l’infezione.

Si è però scoperto che uno zucchero, il d-mannosio, estratto dal legno di betulla, può legare il secondo tipo di fimbria . L’escherichia coli resta così fluttuante e viene espulso sia dall’intestino che dalla vescica.

Prendendo cranberry e d-mannosio per una settimana ogni due mesi si bloccano le recidive prima che abbiano il tempo di instaurarsi.

Ma è fondamentale intervenire con i probiotici per sostenere anche la flora intestinale che controlla i patogeni nell’intestino in modo che non vi sia la fonte dell’infezione.

Ecco allora che il ciclo della cistite ricorrente si interrompe e l’antibiotico diventa un ricordo.

Per saperne di più leggi: “Come curare la cistite: perchè la si vince dall’intestino”

Fonte
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23633128