Cosa succede se diamo probiotici alle piante?

Cosa succede se diamo probiotici alle piante?

E’ ormai solida la convinzione che i probiotici diano benefici a uomini e animali, ma cosa dire per le piante?

Un gruppo di ricercatori, convinto che i probiotici potessero dare effetti positivi anche per le piante, ha scoperto che i probiotici possono aiutarle a produrre di più. Tutto questo è molto prezioso se consideriamo che,per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro 50 anni se vorremo sfamare tutti dovremo aumentare del 70% la produzione di cibo.

I vantaggi dei probiotici per le piante

La Indigo Agriculture, una società che opera nel settore agro-alimentare, prevede di utilizzare microbi benefici o probiotici per aiutare le colture a crescere più velocemente e più produttivamente. La speranza quindi è che l’uso dei probiotici possa far crescere meglio i raccoltinei campi e rafforzare le colture per sopravvivere a tutte le condizioni climatiche. Naturalmente, questi probiotici sono diversi dai probiotici umani, ma i principi rimangono gli stessi.

Il nostro mondo in continua evoluzione destabilizza l’ecosistema dei batteri che vivono nel corpo umano, noto come microbioma. L’uso eccessivo di antibiotici ha sistematicamente ridotto la popolazione del microbioma e l’equilibrio dei batteri buoni e cattivi che vivono nell’intestino.

Si può dire lo stesso anche per le piante. Le pratiche agricole moderne includono l’uso diffuso di prodotti chimici e fungicidi per l’agricoltura ha ucciso molti batteri che causano malattie ma anche molti che sono utili per la crescita delle piante.

Così come per gli uomini anche per le piante

Così come avviene negli esseri umani, anche nelle piante i batteri buoni possono aiutare a sopportare gli stress ambientali, a crescere in modo più produttivo e a metabolizzare ed immagazzinare importanti nutrienti, come l’azoto.

La ricerca ha dimostrato che intere comunità di questi batteri aiutano i pioppi e gli alberi di salice a crescere alti e forti in terreni rocciosi poveri di nutrienti.

I ricercatori della Indigo hanno trascorso anni sequenziando 40.000 microbi vegetali e identificando i microbi benefici che vivono in ogni pianta. Gli scienziati hanno quindi rivestito i semi delle piante con i probiotici corrispondenti e poi piantato i semi nel terreno. I microbi hanno in effetti aiutato le piante a crescere con meno acqua, in climi più caldi e persino in terreni più ostili.

Sono ora necessarie ulteriori ricerche sui benefici della integrazione probiotica per le piante, ma l’uso di batteri buoni potrebbe un giorno aiutarci a nutrire meglio la popolazione mondiale che è in continua espansione.

Fonte:
www.natren.com