Le allergie alimentari sono in preoccupante aumento

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Come l’alimentazione può aiutare l’intestino infiammato

Le allergie alimentari possono essere estremamente rischiose, persino mortali, e sono sempre più comuni. Scopriamo perchè.

Quando qualcuno mangia anche una piccola quantità di un alimento a cui è intollerante, può avere prurito, gonfiore e mal di stomaco. Ma una persona che ha un’allergia alimentare, anche lieve, può avere una reazione grave: l’anafilassi. Uno stato di shock caratterizzata da sintomi come il respiro sibilante, vertigini e vomito. Il polso può rallentare, la pressione sanguigna può scendere e le vie aeree possono chiudersi. 

Numeri triplicati

Una revisione su larga scala dei dati sui ricoveri ospedalieri ha rilevato casi di anafilassi in aumento negli Stati Uniti, in Australia e in Europa. 

Negli Stati Uniti, le visite ospedaliere per allergie alimentari sono triplicate dal 1993 al 2006. 

Tra il 2013 e il 2019, l’Inghilterra ha registrato un aumento del 72% del numero di ricoveri ospedalieri causati da anafilassi di bambini, da 1.015 a 1.746. 

Gli esperti concordano sul fatto che le allergie alimentari sono in aumento in tutto il mondo e la domanda che nasce spontanea è: perchè? 

Ipotesi igienica?

La teoria dell’ “ipotesi igienica” è stata postulata dall’epidemiologo David Strachan, nel 1989, quando ha riscontrato che i bambini con fratelli maggiori avevano meno probabilità di contrarre raffreddore da fieno ed eczema. “Nel secolo scorso“, ha scritto, “il calo delle dimensioni della famiglia, i miglioramenti nelle dotazioni domestiche e gli standard più elevati di pulizia personale hanno ridotto la possibilità di infezioni nelle famiglie“. 

Questo fenomeno però pare abbia influenzato la reattività del nostro sistema immunitario, diminuendola.Questo comporta una sorta di disorientamento delle nostre difese immunitarie che, non trovando più bersagli esterni, va alla ricerca di nuovi nemici da combattere, individuandoli spesso negli alimenti assunti e dando quindi vita a risposte infiammatorie verso sostanze che, invece, dovrebbero essere tollerate. 

Quali fattori possono influenzare un’allergia

Il dott. Matteo Giannattasio, medico e agronomo che collabora con il Servizio di Allergologia dell’Istituto dermatologico San Gallicano ha evidenziato alcuni dei fattori che possono incidere sullo sviluppo di un’allergia alimentare: 

  • durante la gravidanza non c’è molta attenzione per l’alimentazione, alcuni moderni studi di epigenetica dicono che il sistema immunitario può essere alterato durante la gravidanza e quindi poi trasmesso ai figli,
  • i pesticidi (anche se in piccoli dosi, perché poi la somma fa il totale!) 
  • ritmo di vita alterato
  • contaminazione ambientale
  • l’allattamento al seno a cui, per molti anni, non è stato dato il giusto peso. 

L’importanza di avere un intestino “pulito”

Attualmente l’unico trattamento valido per l’allergia alimentare è l’esclusione di un particolare cibo dalla dieta. Le ultime evidenze scientifiche si sono concentrate però più sulla “pulizia” dell’intestino perchè è sempre più chiaro che lo sviluppo del microbiota intestinale esercita una profonda influenza sulla maturazione del sistema immunitario e sull’acquisizione della tolleranza

Crescenti evidenze suggeriscono che alcune alterazioni della composizione del microbiota intestinale nei neonati siano implicate nella patogenesi dell’allergia alimentare e svelano nuove strategie per prevenire e trattare le allergie alimentari utilizzando batteri probiotici.

Attenzione agli antibiotici

Ci sono diverse prove scientifiche che evidenziano che più antibiotici vengono somministrati a un bambino, più è probabile che sviluppi un’allergia alimentare da adulto. 

L’allergia alimentare nel lattante e nel bambino è più spesso causata dalle proteine del latte vaccino, mentre nell’adulto, in particolare è più comune l’allergia ad alcuni frutti e verdure come le arachidi

La curiosità

In Danimarca, è stato persino dimostrato che più cani e gatti hai, meno è probabile che tu abbia un disturbo allergico. Possedere un gatto o un cane può ridurre quindi il rischio di sviluppare un’allergia.

Per approfondire Leggi quì