Soluzioni e gestione dell’intolleranza al lattosio

Soluzioni e gestione dell’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio e le allergie alimentari sono condizioni di salute comuni associate a vari sintomi gastrointestinali come diarrea, gonfiore e disagio addominale. Tuttavia, c’è un malinteso comune su cosa sia l’intolleranza al lattosio

Potrebbe sorprenderti sapere che la maggior parte delle persone è almeno leggermente intollerante al lattosio, ed è per questo che molti di noi riportano un aumento di gas addominale dopo aver consumato latte e latticini. Ma perché? Cosa possiamo fare al riguardo?

Cos’è l’intolleranza al lattosio

Il lattosio è una parte essenziale del latte ed è il carboidrato più importante che si trova nei latticini . Le persone intolleranti al lattosio hanno una carenza di un enzima chiamato lattasi, che scompone il lattosio in zuccheri semplici e permette la digestione. In mancanza di lattasi, il lattosio rimane nell’intestino  e diventa un substrato per il metabolismo dei batteri che costituiscono la flora intestinale. Di conseguenza, aumenta la produzione di gas, che spiega la flatulenza.

Allo stesso modo, l’intolleranza al lattosio è associata alla diarrea perché il lattosio non digerito rimane nell’intestino e aumenta la pressione osmotica. Cercando di bilanciare la pressione osmotica l’intestino richiama acqua generando uno stato di dissenteria accompagnato da coliche, disidratazione, e altre problematiche.

Solo ad una piccola percentuale di adulti viene effettivamente diagnosticata un’intolleranza al lattosio, molti altri hanno un’intolleranza lieve che non emerge in modo chiaro ma produce solo sensazione di digestione lenta, pesantezza, disturbi intestinali e, senza saperlo, continuano a consumare latticini.  

Esistono diversi gradi di intolleranza al lattosio

L’intolleranza genetica al lattosio. Nel 90% dei casi questa condizione è riconducibile ad una variazione del DNA nel gene della lattasi . Ha una frequenza dal 5% nel nord Europa al 90% nell’Asia orientale. Ecco perchè in Cina non c’è l’abitudine di mangiare formaggi.

L’intolleranza al lattosio “ non persistente ” o Ipolattasia, ossia il declino della quantità di lattasi, più comune negli adulti. Circa il 75% della popolazione mondiale, in età adulta, perde in parte la capacità, di digerire il lattosio (Mattar et al, 2012).

L’intolleranza al lattosio “Secondaria o Acquisita” si instaura come conseguenza di una malattia gastrointestinale, allergia alimentare, uso di antibiotici, chemioterapici o traumi intestinali. Ad ed esempio la celiachia o l’IBS possono portare a deficit di lattasi.

Gestione dell’intolleranza al lattosio

Essere intolleranti al lattosio non significa evitare totalmente latte e latticini

Cosa fare per ridurre gonfiore o diarrea

A. È utile leggere le etichette. Biscotti, torte, pane, prodotti da forno, cereali, zuppe, condimenti per insalate, caramelle e tanti altri prodotti possono contenere lattosio che è dichiarato in etichetta e possono essere sostituiti con alimenti privi di lattosio

B. Utilizzare in modo costante e programmato Probiotici (p. Es., Lactobacilli e bifidobatteri) e prebiotici (oligosaccaridi non digeribili) che producono lattasi che aiutano ad alleviare l’intolleranza al lattosio e a migliorare l’assorbimento del calcio. Il consumo regolare  di una combinazione probiotica di Lactobacilli e Bifidobatteri sembra migliorare i sintomi (Almeida et al, 2012).    

E’ meglio assumere il calcio in più dosi piuttosto che in dose unica perchè facilita il suo assorbimento. Si possono usare anche bevande di soia, mandorle, etc arricchite di calcio, broccoli e verdure a foglia verde.

Autore:

Mirko Bandera

Farmacista e Naturopata.