Batteri “amici” nell’intestino per prevenire le malattie dell’età

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Batteri “amici” nell’intestino per prevenire le malattie dell’età
Credit: Georgia State University

Lo sviluppo di una dieta corretta e l’assunzione di probiotici lavorano per ridurre l’infiammazione e  per promuovere un invecchiamento sano.

Ecco ciò che è emerso dallo studio effettuato dai ricercatori della University Medical Center di Groningen e pubblicata sulla rivista Frontiers in Immunology. 

L’intestino è il nostro secondo cervello

L’equilibrio intestinale si ripercuote sullo stato di benessere di tutto il corpo, non a caso si dice che l’intestino sia il nostro secondo cervello.

Una conferma in più di questa affermazione arriva da una recente scoperta che dimostra come probabilmente avere uno squilibrio nei batteri intestinali possa causare una serie di malattie legate all’età come ictus, demenza e malattie cardiovascolari.

Lo studio

Dalle ricerche effettuate fino ad oggi, è noto come le persone anziane tendono ad avere profili di batteri intestinali diversi da quelli più giovani, inducendo una situazione di infiammazione cronica e, di conseguenza, potenziali malattie. Partendo da questo dato di fatto, i ricercatori hanno cercato di creare di esaminare la relazione tra età, microbioma ed infiammazione cronica.

Trasferendo campioni di batteri (cattivi) dai topi più anziani, i cui batteri intestinali cambiano con l’età come negli umani, a quelli più giovani, i ricercatori hanno osservato come questi ultimi abbiano sviluppato un’infiammazione cronica che, secondo i ricercatori, dimostrerebbe che la proliferazione di batteri cattivi sarebbe tra le cause principali di malattie intestinali come demenze e ictus. Questi ultimi infatti rendono il rivestimento dell’intestino molto più suscettibile alle tossine che, in queste condizioni, si riversano nel flusso sanguigno portando  all’infiammazione intestinale.

Il contesto

Secondo le linee guida su probiotici e prebiotici del MInistero della Salute: “ I probiotici sono microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo. La quantità minima sufficiente per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino da parte di un ceppo di fermento lattico è di almeno 109 cellule vive per giorno, per almeno uno dei ceppi presenti nel prodotto”. Oltre alla quantità è importante inoltre utilizzare dei fermenti lattici vivi ad azione probiotica efficaci.

Come fare dunque a scegliere un buon probiotico?

Esistono due tipologie di probiotici: quelli che vengono sciolti in fiale, e che quindi vengono assunti in forma liquida, e quelli in capsule.

Inoltre sono presenti in commercio alcuni probiotici in capsule gastro-resistenti. Il vantaggio di questa forma di assunzione è quella che i fermenti arrivano direttamente all’intestino senza rischiare di venire degradati dagli acidi dello stomaco.

È inoltre consigliabile scegliere un prodotto che contenga più ceppi di probiotici (tra i quali ad esempio i più avanzati Lactobacillus acidophilus, Bifidobacterium, Bacillus Coagulans) così che siano in grado di colonizzare i differenti tratti dell’intestino.

Infine devono essere fermenti lattici vivi per poter esplicare la loro azione. In alcuni casi esistono in commercio probiotici arricchiti da preziose sostanze come le vitamine per il metabolismo energetico, o altri elementi quali lo zinco, quest’ultimo utile per il funzionamento del sistema immunitario.

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Fonte:

http://www.dailymail.co.uk/health/article-5040845/Study-links-gut-bacteria-age-related-disease.html