Batteri “buoni” per ridurre le infiammazioni croniche intestinali

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Batteri “buoni” per ridurre le infiammazioni croniche intestinali

I batteri “buoni” (probiotici) possono essere la chiave per aiutare a ridurre l’infiammazione dell’intestino in alcune malattie infiammatorie croniche intestinali.

 

Questo è quanto scoperto dai ricercatori del Lineberger Comprehensive Cancer Center dell’Università della North Carolina.

 

In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Immunology un gruppo di ricercatori, guidati da Jenny P.Y. Ting, PhD, membro del Lineberger Center e William R. Kenan Jr. illustre professore di genetica, ha descritto come, in assenza dell’inibitore di infiammazioni NLRP12, una infiammazione può diventare incontrollabile e sconvolgere l’intero equilibrio del microbioma intestinale.

 

La scoperta

Infatti, i modelli preclinici analizzati sono risultati soggetti ad una infiammazione maggiore a causa dell’assenza dell’inibitore NLRP12, che ha fatto aumentare i livelli di batteri “cattivi” rispetto a quelli benefici, presenti in livelli inferiori.  

 

Tuttavia, reintegrando nell’intestino un tipo di batterio benefico, che normalmente cresce al suo interno, i ricercatori sono stati in grado di porre fine al ciclo infiammatorio.

Una scoperta che apre le porte ad un nuovo trattamento per le malattie infiammatorie croniche intestinali.

 

“Attualmente le soluzioni e le cure per trattare le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali sono limitate” ha detto Justin E. Wilson, PhD, assistente ricercatore e professore presso l’UNC School of Medicine Department of Genetics e co-autore dello studio. “Queste malattie possono essere molto difficili e incidere sulla qualità di vita e sulle finanze dei pazienti. Suggeriamo una soluzione semplice a tutti coloro che hanno una manifestazione specifica della malattia”.

 

Tipi di infiammazione intestinale

Malattia di Chron e rettocolite ulcerosa, i due più comuni disturbi di infiammazione intestinale che causano diarrea, affaticamento e crampi addominali, colpiscono 1,6 milioni di persone negli Stati Uniti, stando ai dati della Crohn’s & Colitis Foundation of America.

Le persone affette da malattia di Chron o rettocolite ulcerosa hanno un maggiore rischio di contrarre cancro al colon o rettale. Gli scienziati sanno che queste patologie implicano una reazione anomala del sistema immunitario verso il cibo, batteri o altri materiali nell’intestino.

 

Il ruolo della proteina NLRP12 nel regolare le infiammazioni

I ricercatori del UNC Lineberger hanno scoperto il ruolo chiave della proteina NLRP12 nella regolazione delle infiammazioni osservate in queste malattie.

 

La proteina NLRP12, infatti, è nota per la sua azione di soppressione dei segnali infiammatori per prevenire una risposta immunitaria eccessiva.

 

In pazienti affetti da malattie infiammatorie dell’intestino, a bassi livelli di NLRP12 (ovvero se la proteina è presente in quantità inferiori rispetto ai livelli normali) corrispondono infiammazioni aggressive di colon e retto.

Questo quanto emerso dall’analisi svolta su cavie da laboratorio e gemelli, malati e non.

 

I ricercatori hanno anche osservato che, l’assenza di questa proteina provoca dei cambiamenti nei tipi di batteri presenti nell’intestino – suggerendo il ruolo chiave di questa proteina nel mantenere in equilibrio il microbioma e prevenire le infiammazioni.

 

“Quello che abbiamo scoperto è che questi topi non solo non avevano la proteina NLRP12, ma avevano anche una composizione di batteri intestinali completamente differente, che aumenta i rischi di infiammazione […] C’erano bassi livelli di ceppi batterici “protettivi”, come il Lachnospiraceae, e livelli più alti di batteri che promuovono l’infiammazione, come l’Erysipelotrichaceae” ha detto Wilson.

 

I pazienti con malattia infiammatoria intestinale hanno un profilo microbico simile.

 

“La NLRP12 è un posto di controllo per il sistema immunitario – essa controlla i livelli dell’infiammazione.” ha dichiarato Liang Chen, altro co-autore dello studio. “Se manca questa proteina, ci sarà un’eccessiva infiammazione del Colon, che contribuirà ad aggravare la malattia. Ma non è solo l’assenza dell’ NLRP12, è anche l’interazione di questa proteina con i batteri dell’intestino.”

 

Sviluppi futuri per il trattamento delle infiammazioni

Per interrompere questo ciclo negativo, i ricercatori hanno scoperto di poter aggiungere dei batteri “benefici” o utilizzare trattamenti mirati sull’infiammazione.

 

Questi risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per le persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali con ridotta espressione di NLRP12.

 

“È possibile curare l’infiammazione che è a valle della NLRP12 con medicinali antinfiammatori oppure somministrare specifici batteri benefici (probiotici) per rendere i soggetti meno sensibili alla malattia” ha detto Wilson, che prosegue “Potremmo potenzialmente monitorare le persone per ridurre l’espressione della NLRP12, o chi ha questa forma batterica. Potrebbe essere una soluzione relativamente semplice per coloro che hanno questo tipo di malattia? Almeno, così sembrerebbe per gli animali.”

 

Fonte:

http://www.nature.com/ni/journal/vaop/ncurrent/full/ni.3690.html