Cervello e microbi intestinali: c’è una correlazione

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Cervello e microbi intestinali: c'è una correlazione
T. L. Furrer/Shutterstock

Un trauma precoce nell’infanzia potrebbe influenzare il modo in cui i microbi nel nostro intestino interagiscono con il nostro cervello mentre cresciamo, dimostrando una fondamentale correlazione tra lo sviluppo del nostro sistema nervoso e gli abitanti microscopici del nostro sistema digestivo.

Questo è ciò che emerso da una recente ricerca seguita da Emeran Mayer, dell’Università della California, il quale ha studiato la connessione tra i microrganismi dell’intestino e il nostro sistema nervoso dichiarando che i batteri potrebbero essere responsabili a cambiamenti nella struttura del cervello nelle persone con IBS (sindrome dell’intestino irritabile)”.

Con la sua squadra ha scoperto che un’abbondanza di specifici tipi di microbi può essere associata non solo con cambiamenti distinti al cervello, ma anche con esperienze di eventi traumatici all’inizio della vita.

La sindrome dell’intestino irritabile è un termine dato ad una raccolta di sintomi che
possono includere dolori addominali, diarrea o costipazione e interessa fino al
15% delle persone negli Stati Uniti, la maggior parte delle quali donne di età
inferiore ai 45 anni.

La ricerca e i risultati

Per studiare la relazione tra la microflora intestinale e il funzionamento del cervello è stata effettuata una ricerca tramite test clinici su 29 adulti con IBS e 23 adulti sani.

La sequenza genetica dei campioni del gruppo ha rivelato un’interessante divisione nei microbi per coloro che erano stati diagnosticati con IBS: quelli con distinte categorie di batteri, denominati IBS1, e quelli con batteri che sembravano più o meno come quelli dei soggetti sani.

Il sotto-raggruppamento basato sui batteri potrebbe aiutare i ricercatori a capire quali trattamenti siano più adatti, spiegando anche perché alcune cure, come i probiotici o le alterazioni della dieta, rendono peggiori alcune condizioni invece che migliorarle.

È interessante notare che la squadra ha trovato differenze sottili, ma specifiche, anche nella struttura del cervello tra i sottogruppi: nel gruppo IBS1 le aree del cervello associate ad esaminare le informazioni sensoriali del corpo erano leggermente più grandi, mentre la parte anteriore della corteccia insulare (associata a mantenere un equilibrio tra le funzioni corporee e a trattare emozioni e funzioni cognitive) era leggermente più piccola.

Ma la ricerca è andata oltre e, sulla base di una valutazione psicologica chiamata Inventory Early Traumatic, i ricercatori hanno scoperto che quelli della categoria IBS1 hanno riportato un punteggio emotivo significativamente superiore rispetto agli altri due gruppi.

Sono necessarie ulteriori ricerche ma sembra evidente che le esperienze traumatiche all’inizio della vita  influenzino il cervello, che a sua volta influenza i tipi di microbi che crescono nell’intestino.

Fonte:

https://microbiomejournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40168-017-0260-z