Cervello e intestino: forse scoperto il legame mancante

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Cervello e intestino: forse scoperto il legame mancante
Credit photo: Medical vector created by Freepik

Una recente ricerca con i topi potrebbe avere scoperto il nuovo circuito neurale che collega in modo istantaneo intestino e cervello. Ecco cosa significa per la salute.

Il potere della connessione cervello-intestino

Se hai mai sentito la nausea prima di una presentazione di lavoro importante, o un senso di torpore mentale dopo un pasto abbondante, allora conosci il potere della connessione cervello-intestino.

Gli scienziati ora credono che una serie sorprendente di condizioni, tra cui i disturbi dell’appetito, l’obesità, l’artrite e la depressione, possano avere inizio nell’intestino. Tuttavia non è chiaro come i messaggi in questo cosiddetto “secondo cervello” si siano diffusi dallo stomaco al nostro cervello.

Qual è il canale tra intestino e cervello? Il contesto

Per decenni, i ricercatori hanno creduto che gli ormoni nel sangue fossero il canale indiretto tra l’intestino e il cervello.

Ricerche recenti suggeriscono che le linee di comunicazione dietro a questo “istinto” sono più dirette e veloci di una diffusione di ormoni.

Lo studio: la velocità del segnale

Usando un virus della rabbia con fluorescenza verde, i ricercatori hanno rintracciato un segnale mentre viaggiava dall’intestino al tronco cerebrale dei topi. Sono rimasti scioccati nel vedere il segnale attraversare un’unica sinapsi in meno di 100 millisecondi: è più veloce di un battito di ciglia.  

Non solo, quando il team di ricerca ha aggiunto zucchero al mix, la velocità di sparo ha accelerato.

Le cellule sensoriali intestinali potrebbero quindi inviare i segnali elettrici attraverso il nervo vago, che corre dall’intestino fino alla base del cervello.

Le considerazioni

Questi segnali viaggiano ad una velocità maggiore di quella degli ormoni che dall’intestino raggiungono il cervello attraverso il flusso sanguigno”, dice Diego Bohórquez, assistente professore di medicina presso la Duke University School of Medicine. E continua:

“Gli scienziati parlano di appetito in termini di minuti o ore. Qui stiamo parlando di secondi”.

Bohórquez ha dati che suggeriscono che la struttura e la funzione di questo circuito saranno le stesse negli esseri umani.

Implicazioni anche ai meccanismi dell’appetito

Continua  Bohórquez:“Gli scienziati parlano di appetito in termini di minuti o ore. Qui stiamo parlando di secondi. Questo ha profonde implicazioni per la nostra comprensione del rapporto tra intestino e cervello e dei meccanismi dell’appetito. Molti dei soppressori dell’appetito che sono stati sviluppati hanno come bersaglio ormoni ad azione lenta, non sinapsi ad azione rapida. Ed è probabilmente il motivo per cui molti di questi hanno fallito”.

Implicazioni per la salute

In futuro, Bohórquez e il suo team sono interessati a capire come questo “nuovo senso” possa discernere il tipo di nutrienti e il valore calorico dei cibi che mangiamo.

Fonti:
http://science.sciencemag.org/content/361/6408/eaat5236
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