Combattere l’osteoporosi con i probiotici, lo studio

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Combattere l’osteoporosi con i probiotici, lo studio

Per la prima volta nel mondo è stato dimostrato che i probiotici, integratori alimentari con batteri che promuovono la salute, possono essere utilizzati per influenzare lo scheletro umano.

Questo è il risultato della ricerca effettuata dall’Università di Göteborg, in Svezia pubblicata dal Journal of Internal Medicine.

Minor perdita di tessuto osseo e probiotici, il legame 

Tra le donne anziane che hanno ricevuto i probiotici, la perdita di tessuto osseo è stata dimezzata rispetto alle donne che hanno ricevuto solo un placebo.

La ricerca apre le porte a un nuovo modo di prevenire le fratture tra gli anziani.

Osteoporosi: di cosa si tratta? 

L’osteoporosi (letteralmente “osso poroso”) è la manifestazione patologica di un processo fisiologico in cui lo scheletro è soggetto a perdita di massa ossea e resistenza causata da diversi fattori: nutrizionali, metabolici o patologici, oltre che dal patrimonio genetico.

Nessun vorrebbe mai avere una qualità dell’osso tanto scadente da rischiare, semplicemente passeggiando, di poterselo rompere. Purtroppo però la proporzione della popolazione con osteoporosi aumenta con l’età e la maggior parte delle donne di età superiore agli 80 anni soffre di questa malattia.

L’importanza delle prevenzione 

“Oggi ci sono farmaci efficaci somministrati per trattare l’osteoporosi, ma poiché la fragilità ossea viene raramente rilevata prima della prima frattura, vi è una pressante necessità di trattamenti preventivi“, dice Mattias Lorentzon, primario e professore di geriatria all’Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg.

Ridurre la perdita ossea con i probiotici, lo studio 

Questa è la prima volta che i ricercatori hanno dimostrato che è possibile dimezzare la perdita ossea correlata all’età nelle donne anziane se ricevono i probiotici, cioè batteri che promuovono la salute.

Lo studio è stato condotto presso l’ospedale universitario Sahlgrenska di Mölndal, in Svezia. Novanta donne anziane, con età media di 76 anni, hanno ingerito quotidianamente per un anno probiotici o un placebo. Un metodo casuale ha determinato quali donne ricevessero (e quali no) il trattamento con Lactobacillus reuteri 6475.

I risultati: gli effetti sorprendenti dei probiotici sulle ossa

“Terminato lo studio dopo un anno, abbiamo misurato la perdita ossea delle donne nella parte inferiore delle gambe con una scansione TC e confrontato con le misurazioni fatte all’inizio dello studio. Le donne che hanno ricevuto la polvere con batteri attivi avevano perso solo la metà del calcio osseo rispetto a quelle che hanno ricevuto polveri inattive“, dichiara Anna Nilsson, capo medico e professore associato presso l’Accademia Sahlgrenska, Università di Göteborg. “Un altro risultato positivo dello studio è stato che il trattamento è stato ben tollerato e non ha prodotto più effetti collaterali di quelli sperimentati dalle donne che hanno ricevuto il placebo“.

Nel futuro un possibile cambio di paradigma

La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni nel futuro: “Le donne anziane sono il gruppo nella società più a rischio di osteoporosi e fratture, il fatto che siamo stati in grado di dimostrare che il trattamento con i probiotici può influire sulla perdita ossea rappresenta un cambio di paradigma. i probiotici possono essere un modo efficace e sicuro per prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi in molte persone anziane in futuro“, dichiara Mattias Lorentzon.

I probiotici si dimostrano ancora una volta importanti per la salute intestinale e non solo 

I batteri nello stomaco e nell’intestino hanno ricevuto notevole attenzione negli ultimi anni, perché ci sono prove di come la composizione della nostra flora batterica sia associata a malattie come il diabete e l’obesità.

E il recente studio dimostra come, ancora una volta, l’assunzione dei fermenti lattici vivi sia importante per la salute del nostro intestino e non solo.

Un buon probiotico deve:

  • Contenere in quantità adeguate probiotici appartenenti a generi diversi che non entrino in competizione tra di loro per riuscire a colonizzare  in maniera più efficiente l’intestino.
  • Essere fermento lattico vivo ad azione probiotica per poter esplicare la sua azione.
  • Essere gastro-resistenti, in modo tale che i fermenti arrivino direttamente all’intestino senza rischiare di venire degradati dagli acidi dello stomaco.
  • È meglio se sono arricchiti da preziose sostanze come le vitamine per il metabolismo energetico, o altri elementi quali lo zinco,  utile per il funzionamento del sistema immunitario, e le fibre prebiotiche (glucani), il nutrimento preferito dai batteri “amici” dell’intestino.
Fonti:
https://www.gu.se/english/about_the_university/news-calendar/News_detail//probiotics-can-protect-the-skeletons-of-older-women.cid1573606
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/joim.12805
https://www.nature.com/articles/s41598-017-10382-2.epdf?author_access_token=tP5uN9a9sb6pxgpJ5nVRi9RgN0jAjWel9jnR3ZoTv0MjHLZPF7T5gVQz0Wa5FGCDI2G8h9cClxy8Q9Wt5xbFAgeE_qcnnSTbnXXFEyTr6U_LdfXN1FCcCvZOX2RnxvtK_RKKEg5z4RAOFMe4qhJWGA%3D%3D
http://www.translationalmicrobiome.org/news/omega-3-fats-may-reduce-risk-of-gastrointestinal-diseases/
https://www.nhs.uk/conditions/ulcerative-colitis/
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405654516300312
https://www.medicalnewstoday.com/articles/14085.php
Linee Guida su probiotici e prebiotici, MInistero della Salute – Revisione Maggio 2013
Disciplina dell’impiego degli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali
Selection and Characterisation of Lactobacillus and Bifidobacterium Strains for Use as Probiotics  
In vitro adherence properties of Lactobacillus rhamnosus DR20 and Bifidobacterium lactis DR10 strains and their antagonistic activity against an enterotoxigenic Escherichia coli
Complete genome sequence of the probiotic lactic acid bacterium Lactobacillus acidophilus NCFM
Role of autoinducer-2 on the adhesion ability of Lactobacillus acidophilus
Microarray Analysis of a Two-Component Regulatory System Involved in Acid Resistance and Proteolytic Activity in Lactobacillus acidophilus
Safety of probiotics that contain lactobacilli or bifidobacteria