Microbioma intestinale: alleato per l’immunoterapia del cancro

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Microbioma intestinale: alleato per l’immunoterapia del cancro

I microrganismi dell’intestino possono aiutare o ostacolare la risposta dei pazienti oncologici all’immunoterapia rendendola più o meno efficace nel contrastare la malattia.

Questo è ciò che è emerso dai risultati di due recenti studi pubblicati sulla rivista Science (link in fondo all’articolo).  

Diversità di microbi intestinali per rispondere meglio alle cure

Il primo studio (link in fondo all’articolo) è stato effettuato dai ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas su un campione di 112 pazienti con melanoma, sottoposti a immunoterapia anti-PD-1.

La ricerca dimostra che i soggetti con un’elevata diversità di microbi intestinali rispondono meglio alle cure rispetto a chi, affetto dalla stessa malattia e sottoposto ad ugual terapia, ha una minor abbondanza di batteri intestinali.

“Questi risultati evidenziano il potenziale terapeutico di modulare il microbioma intestinale nei pazienti che ricevono l’immunoterapia”, ha scritto Jennifer Wargo, una delle ricercatrici.

L’assunzione degli antibiotici riduce l’efficacia nella cura

Dal secondo studio (link in fondo all’articolo), è emerso che, tra i 249 pazienti con carcinoma polmonare, renale e uroteliale sottoposti a immunoterapia anti-PD-1, coloro che avevano recentemente assunto antibiotici hanno avuto un’efficacia ridotta nella cura.

Inoltre i pazienti con una particolare composizione intestinale, ricca del batterio Akkermansia muciniphila, hanno risposto meglio alle terapie anticancro, come confermato dalle analisi del loro microbiota intestinale.

Le considerazioni

“I nostri risultati suggeriscono che il microbioma intestinale moduli sia l’immunità sistemica che quella antitumorale”, ha scritto Zitvogel.

Wargo e la co-autrice Vidya Gopalakrishnan inoltre dichiarano: “Pensiamo che questi primi studi forniscano la prova che potremmo potenzialmente modificare il microbioma per migliorare le risposte al trattamento del cancro“.

Modificare il microbioma intestinale

Wargo e Gopalakrishnan spiegano che “attualmente sono in corso numerosi studi per comprendere meglio il meccanismo attraverso il quale un microbioma «favorevole» possa migliorare l’immunità e le risposte all’immunoterapia del cancro”.  Sono inoltre in corso ricerche che si concentrano sulla dieta, perché anche l’alimentazione modifica la flora intestinale.

Benessere della flora intestinale

Avere una flora intestinale sana ed equilibrata deve essere quindi una delle nostre priorità non solo perché partecipa alla digestione, sintetizza le vitamine, sostiene il sistema immunitario, ma sembra anche contribuire a potenziare la terapia contro il cancro. In che modo mantenere il nostro microbioma sano? Una buona abitudine da adottare sarebbe quella di consumare alimenti latto-fermentati che contengono acidi grassi a catena corta e il butirrato, come i crauti, il kefir e il kimchi.

Ed i probiotici?

Inoltre, un aiuto ulteriore arriva dai probiotici.  È importante assumerli soprattutto dopo la terapia con gli antibiotici, in quanto ripopolano la flora intestinale.

Come scegliere un buon probiotico?

Esistono principalmente tre formati di probiotici: quelli che vengono sciolti in fiale, e che quindi vengono assunti in forma liquida, quelle in buste e quelle in capsule.

Inoltre sono presenti in commercio alcuni probiotici in capsule gastro-resistenti. Il vantaggio di questa forma di assunzione è quella che i fermenti arrivano direttamente all’intestino senza rischiare di venire degradati dagli acidi dello stomaco.

È inoltre consigliabile scegliere un prodotto che contenga in quantità adeguate probiotici appartenenti a generi diversi per riuscire a colonizzare differenti tratti dell’intestino.

Tra questi si possono citare il Lactobacillus acidophilus, che colonizza la prima parte dell’intestino dove il pH è ancora tendenzialmente acido, il Bifidobacterium BB-12, che colonizza la parte terminale in prossimità del colon dove il pH è basico, e il Bacillus coagulans BC 513, molto resistente agli antibiotici.

Infine devono essere fermenti lattici vivi per poter esplicare la loro azione. In alcuni casi esistono in commercio probiotici arricchiti da preziose sostanze come le vitamine per il metabolismo energetico, o altri elementi quali lo zinco, utile per il funzionamento del sistema immunitario, e le fibre prebiotiche (glucani), il nutrimento preferito dai batteri “amici” dell’intestino.

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Fonti:

http://science.sciencemag.org/content/early/2017/11/01/science.aan4236

http://science.sciencemag.org/content/early/2017/11/01/science.aan3706