I nove più comuni disturbi digestivi – Parte 2

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I nove più comuni disturbi digestivi - Parte 2

Quali sono i sintomi e i trattamenti più efficaci per curare colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, emorroidi, diverticoli e ragadi anali? Scopriamolo insieme.

Colite Ulcerosa

La colite ulcerosa è un’altra malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che colpisce principalmente la mucosa dell’intestino crasso (colon) e quella del retto. Questa malattia causa lesioni ulcerose e alterna episodi acuti a periodi di remissione clinica.

Se avverti frequenti movimenti intestinali, dolore misto a diarrea, sangue nelle feci o crampi addominali, chiedi un consulto al tuo dottore.

Alcuni medicinali possono eliminare l’infiammazione, tuttavia in casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente.

 

Sindrome dell’Intestino Irritabile

Il tuo tratto digestivo è irritabile? Hai dolori allo stomaco per periodi prolungati? Potrebbe trattarsi della Sindrome dell’Intestino Irritabile, più comunemente conosciuta come colite spastica.

Questo disturbo interessa circa il 10-20% della popolazione mondiale, mentre in Italia si attesta attorno al 12%, colpendo in particolar modo le donne.

Gonfiore o dolore addominale, associati all’alterazione della funzione intestinale (alternanza di diarrea e stitichezza) sono i principali sintomi della colite spastica.

Le principali cause della sindrome dell’intestino irritabile? Stress, abbassamento del sistema immunitario e influenza intestinale.

“Nella cura è importante tener conto delle diverse caratteristiche di IBS, che richiedono un approccio terapeutico diverso. Sono molte le novità in termini di possibilità terapeutiche con la disponibilità di farmaci innovativi che curano l’intera sintomatologia” conclude Giovanni Barbara, Professore Associato dell’Università di Bologna e Presidente della Società Europea di Neurogastroenterologia.

 

Emorroidi

Le emorroidi sono una infiammazione dei vasi sanguigni della parte finale del tratto digestivo che si manifesta con striature rosso vivo nelle feci.

Questa è una patologia piuttosto comune che in Italia colpisce il 40% della popolazione adulta (oltre 3 milioni di italiani).

Tra i sintomi più comuni vi sono sanguinamento (presente il circa l’80% dei casi), prurito, prolasso, gonfiore e secrezione. Tuttavia in alcuni casi le emorroidi possono risultare del tutto asintomatiche.

I più influente fattore di rischio è legato alla presenza di disfunzioni intestinali, come stitichezza o diarrea cronica. Tuttavia anche sedentarietà, sforzi eccessivi, abuso di alcol e/o nicotina ed alimentazione incongrua possono scatenare o aggravare i disturbi emorroidari.

Per regolarizzare le funzioni intestinali è molto importante una dieta equilibrata, ricca di acqua e fibre, a cui vanno affiancate un’accurata igiene personale e la scelta di biancheria intima che lasci “respirare la pelle” (come il cotone).

 

Diverticoli

I diverticoli, delle piccole “bolle” nella parete del colon, possono presentarsi senza sintomi (diverticolosi) oppure provocare infiammazioni e sanguinamento (diverticoliti).

La causa più frequente sembra essere dovuta all’assunzione di una quantità ridotta di fibre, cereali integrali, frutta e verdura, che rende più difficoltosa l’espulsione delle feci secche.
Infatti, l’intestino non sente la presenza delle feci secche, costringendo l’organismo ad esercitare forti pressioni per espellerle.

I sintomi della diverticolite possono essere crampi o dolori addominali, specialmente nell’addome inferiore sinistro, stitichezza, nausea e vomito.

Il metodo più utile per proteggere l’intestino e prevenire i diverticoli è scegliere un’accurata alimentazione, bere molto lontano dai pasti e svolgere attività fisica.

 

Ragadi Anali

Le ragadi anali sono piccole ferite longitudinali o vere e proprie ulcere che si formano nel rivestimento cutaneo del canale anale. I sintomi sono simili a quelli di emorroidi, come sanguinamento e dolore al momento della defecazione.

Le principali cause sono stitichezza, diarrea e ridotta igiene personale.

Come curarle? Può essere utile ricorrere a integratori di fibre o blandi lassativi, bere molta acqua e fare lavaggi con acqua tiepida e applicare pomate per alleviare il dolore.
La regolarizzazione dell’intestino è sempre e comunque un fattore essenziale per favorire la guarigione delle ragadi anali.

In caso di ragadi croniche può essere consigliato intervenire a livello chirurgico con una parziale resezione dello sfintere anale interno.

 

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