Parkinson: una malattia neurodegenerativa può avere origine nell’intestino?

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Parkinson: una malattia neurodegenerativa può avere origine nell’intestino?

Uno studio ha scoperto che esiste un nesso biologico fra il microbiota intestinale e la malattia di Parkinson, rivelando che una malattia neurodegenerativa può avere origine anche nell’intestino e non solo nel cervello, come si pensava in precedenza.

Microbiota e cervello: alla ricerca dei batteri cattivi e buoni

I ricercatori della California Institute of Technology hanno lavorato su topi geneticamente modificati per il Parkinson, scoprendo che esiste un’influenza negativa diretta da parte del microbioma intestinale nell’aggravare i sintomi della malattia. Dall’altra parte, invece, è stato confermato che le terapie probiotiche o prebiotiche possono potenzialmente alleviare i sintomi della malattia. Si tratta, quindi, di una scoperta che rappresenta un cambio di paradigma e apre per il futuro nuove possibilità di trattamento per i pazienti.

«Vi sono indicazioni che il microbiota presenta alterazioni caratteristiche nei pazienti parkinsoniani e sappiamo che la proteina responsabile della morte cellulare nel cervello dei parkinsoniani, l’alfasinucleina, si trova anche nell’intestino di questi pazienti. L’alterazione del microbiota favorirebbe l’ingresso dell’alfasinucleina nel cervello iniziando il processo patologico che porta poi allo sviluppo della malattia» spiega Fabrizio Stocchi, neurologo e direttore del Centro Parkinson dell’IRCCS San Raffaele Pisana.

Anche in Italia, infatti, si stanno realizzando ricerche su microbioma e malattie degenerative, nella speranza che in futuro si riesca ad identificare le specie batteriche che contribuiscono all’insorgenza del Parkinson, o a un aggravamento dei suoi sintomi, e quali invece svolgono un’azione protettiva per i pazienti.