Voglia di dolce o di salato? A deciderlo sono i nostri batteri intestinali

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Voglia di dolce o di salato? A deciderlo sono i nostri batteri intestinali

I batteri (cattivi) presenti nella pancia sono in grado di influenzare le nostre scelte e voglie alimentari. Perché lo fanno? per soddisfare i loro bisogni.

Sono i batteri che vivono nel nostro intestino a decidere cosa dobbiamo mangiare e se ne abbiamo abbastanza. Infatti, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Bioessays il gusto e il senso di fame sarebbero influenzati dai batteri intestinali in base ai nutrienti che hanno bisogno per crescere più agevolmente. Alcune specie batteriche preferiscono cibi grassi, altre i carboidrati, altri gli zuccheri.

Come fanno?

Trasmettono i loro desideri al nostro cervello, che prontamente esaudisce i comandi. Non è ancora chiaro esattamente come avvenga, ma si ritiene che siano in grado di influenzare le nostre decisioni attraverso il rilascio di specifiche molecole presenti nell’intestino che, collegato al sistema immunitario, endocrino e nervoso, condiziona le nostre risposte comportamentali e fisiologiche. 

Un’influenza reciproca

Si tratta, infatti di un’influenza reciproca: modificando opportunamente la dieta, è possibile alterare in 24 ore la composizione del microbioma intestinaleCertamente riuscire a raggiungere un equilibrio ottimale con il nostro intestino attraverso una dieta sana ci permetterebbe di condurre una vita più sana, limitando obesità e sovrappeso; tuttavia, le cattive abitudini alimentari danneggiano la nostra flora batterica, condizionando la crescita di batteri cattivi, come la candida (che è golosa di zuccheri e di carboidrati), che sfruttano i nostri gusti alimentari per soddisfare i loro bisogni. Le esigenze nustrizionali dei batteri possono essere in linea o decisamente lontani dai nostri obiettivi nutrizionali. 
Per verificare le loro teorie, gli autori della ricerca stanno già progettando future linee di ricerca prevedendo la manipolazione del microbioma attraverso modifiche dietetiche, trapianti fecali, utilizzo di probiotici selezionati e di antibiotici volti a sopprimere solo la flora batterica obesogena cattiva.

Fonti:

saluteuropa.org